
Tempo dell’Acqua
- Pamela Mancinelli
- 2 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Ci sono.
Rieccomi, dopo giorni di silenzio.
In questi giorni non ho scritto qui.
Non perché manchino le parole,
ma perché stanno scendendo più in profondità.
Si fanno respiro.
Ritmo lento.
Ascolto del corpo.
Secondo la Medicina Tradizionale Cinese,
l’inverno appartiene al movimento dell’Acqua:
una stagione che invita al silenzio,
alla staticità fertile,
al tornare dentro,
all’ascoltare ciò che normalmente resta coperto dal rumore.
E io, questo inverno, lo sto sentendo.
Sento il bisogno di tornare a una presenza essenziale,
di abitare i gesti,
di stare nelle pause,
di lasciare che il tempo faccia il suo lavoro
senza essere osservato.
Abitare i gesti, per me, significa tornare a cose semplici e profonde.
È passeggiare con Brioches, lasciando che sia il passo a scegliere il ritmo.
È fare colazione con calma, quando il giorno non chiede ancora nulla.
È sedermi a meditare e scrivere sul diario non per capire,
ma per ascoltare ciò che si muove sotto.
È anche allenarmi ascoltando il corpo,
senza programmi da seguire,
restando attenta a ciò di cui ha bisogno:
a volte movimento, a volte lentezza, a volte solo presenza.
È accorgermi che oggi mia madre passa per un saluto veloce
e chiederle di restare.
Pochi minuti.
Farle sentire il corpo, condividere un momento di propriocezione,
chiacchierare senza fretta, come non succede quasi mai.
È cucinare, toccare il cibo,
sentire i profumi che cambiano.
È lavorare la materia con le mani,
come nella ceramica,
dove la forma nasce dal contatto e non dall’idea.
È creare.
È stare con i miei nipoti, è guardarmi un cartone animato (poi qui un giorno mi piacerebbe spiegarvi il mondo che c’è dietro quando li guardiamo …è molto interessante )
Come dicevo prima comunque si continuo a scrivere.
Ma su carta. È un piccolo rito quotidiano.
Parole non pensate per essere lette,
ma per sciogliere, per fare spazio,
per riportarmi a casa…
Il mio corpo questi giorni ha chiesto meno schermo e più silenzio.
Meno direzione, più ascolto.
E io scelgo di fidarmi….
Pubblicare online, per me,
Chiede presenza, energia,
ed in questo tempo preferisco vivere pienamente,
senza sentire il bisogno
di trasformare ogni esperienza in contenuto.
E rallentando e respirando più a fondo….
Ricordo che il vuoto non è assenza,
ma uno spazio in cui qualcosa può emergere.
Spazio Mudita nasce anche da questo:
dal rispetto dei ritmi interiori,
dall’ascolto del corpo come bussola,
dalla scelta consapevole di fermarsi
quando tutto spinge ad andare più veloce.
Se senti che è il momento,
ti lascio un modo per stare.
Un momento di ritorno.
Un gesto di ascolto.
Un ascolto da portare con sé.
Appoggia una mano sul petto
e una sull’addome.
Chiudi gli occhi, se puoi.
Inspira dal naso, lentamente,
come se stessi invitando spazio dentro di te.
Espira lasciando andare peso.
Ripeti per tre respiri.
Poi resta in ascolto di una sola domanda:
“Di cosa ho davvero bisogno, oggi?”
Non cercare la risposta nella mente
Lascia che arrivi dal corpo (il corpo sa prima della mente),
anche solo come sensazione,
come parola appena accennata.
Per oggi è sufficiente così.
Il resto può maturare nel silenzio.
Ora sono qui.
Come l’Acqua:
senza rumore,
ma con profondità.
Con parole che attraversano il silenzio.
Con un passo più lento.
Con una presenza più vera.
Pam





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